La Wada accusa l'Ibu: "Ha violato il codice antidoping". È bufera sull'assegnazione dei Mondiali 2021 alla Russia

La Wada accusa l'Ibu: 'Ha violato il codice antidoping'. È bufera sull'assegnazione dei Mondiali 2021 alla Russia
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La Wada accusa l'Ibu: "Ha violato il codice antidoping". È bufera sull'assegnazione dei Mondiali 2021 alla Russia

Proseguono le polemiche per l'assegnazione dei Mondiali di biathlon 2021 alla città russa di Tjumen. Addirittura, stando a quanto riportato dal sito statunitense specializzato nella politica sportiva insidethegames.biz, l'Ibu sarebbe accusata di aver violato il codice Wada.

In seguito al rapporto McLaren l'agenzia mondiale antidoping ha assunto una posizione intransigente contro la Russia, tanto da chiedere al Cio di escluderla dai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016.

Per tutta risposta, il comitato olimpico ha evitato di schierarsi, delegando a ogni federazione internazionale la decisione riguardo l'eventuale bando russo, alfine applicato solo nell'atletica leggera e nel sollevamento pesi.

In tema di posizioni sfumate e poco chiare, degne dei maestri del cerchiobottismo della prima repubblica italiana, si colloca anche la richiesta del Cio a tutti gli organi di governo degli sport invernali di "congelare" la preparazione degli eventi principali in Russia, cercando location alternative. Come già spiegato, la formula fumosa e l'assenza di un valore vincolante esplicito, non hanno fatto altro che creare confusione.

Al contrario del Cio, la Wada è dichiaratamente attestata sulla linea dura, pertanto il conferimento dei Mondiali 2021 a Tjumen potrebbe avere conseguenze concrete.

L'agenzia mondiale antidoping si è detta "sorpresa" della decisione Ibu, chiedendo immediatamente una spiegazione, in quanto potrebbe rappresentare una violazione della normativa antidoping.

Il codice Wada infatti sostiene che "è responsabilità delle federazioni internazionali fare tutto il possibile per assegnare i Mondiali solo alle nazioni il cui governo ha ratificato, accettato o approvato la convenzione Unesco contro il doping e il cui comitato olimpico nazionale, comitato paralimpico nazionale e agenzia nazionale antidoping sono conformi al codice Wada stesso".

La Rusada - ovvero l'agenzia antidoping russa - è invece tutt'ora considerata "non conforme". Di conseguenza l'asseganzione dei Mondiali 2021 alla Russia, anziché a Repubblica Ceca o Slovenia, sarebbe contraria al codice Wada.

Non è chiaro quali possano essere le eventuali conseguenze per l'Ibu, che nel frattempo è stata smentita dal Cio. Nei giorni scorsi l'International Biathlon Union aveva affermato come durante un meeting a Rio de Janeiro, il comitato olimpico internazionale avesse dato luce verde alla candidatura di Tjumen. Ieri invece il Cio ha risposto di aver approvato solo lo svolgimento della tappa di Coppa del Mondo nel marzo 2017, ma non l'assegnazione di eventi futuri.

In attesa di capire quali saranno i prossimi sviluppi, in mezzo a questo marasma si ricavano alcune certezze.

1) L'assegnazione dei Mondiali 2021 alla Russia ha messo l'Ibu in una posizione politica molto scomoda, regalandole una visibilità mediatica tutto fuorché positiva. Non ci voleva Nostradamus per prevederlo, quindi sarebbe stato sicuramente più conveniente affidare l'evento a Nove Mesto o Pokljuka.

2) Se la manifestazione iridata è invece andata a Tjumen, è perché ben 25 federazioni nazionali hanno voluto così. Secondo un'interpretazione piuttosto accreditata, si tratta di un blocco formato da molti Paesi dell'ex Unione Sovietica e dalle nazioni asiatiche, che hanno chiaramente votato secondo il loro interesse.

3) La dichiarazione del presidente Ibu Anders Besseberg: "Potremmo revocare a Tjumen l'organizzazione dell'evento e affidarlo a qualcun altro nel 2018" è patetica, poiché mina vieppiù la già traballante credibilità dell'organo da lui presieduto. Tjumen ha ottenuto i Mondiali 2021 tramite una votazione democratica. Revocarli significherebbe mettere una pezza peggiore del buco.

4) Il mondo del biathlon è spaccato al suo interno, poichè in Norvegia e Nordamerica c'è chi ha apertamente parlato di scandalo, chiedendo di rivedere il sistema di votazione per l'assegnazione degli eventi.

5) Se a luglio il Cio avesse posto paletti ben precisi nella sua richiesta, anziché rimanere sul vago, tutto questo non sarebbe accaduto.

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