L'immenso dolore di Marsaglia per la perdita di Franzoso: "Grazie e scusa, a te e tutti i più giovani"

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L'immenso dolore di Marsaglia per la perdita di Franzoso: "Grazie e scusa, a te e tutti i più giovani"

L'ex velocista della nazionale, al lavoro in FISI dal 2023, ha atteso un paio di giorni prima di esprimere sui social i suoi pensieri per l'amico, che ha visto crescere sulle nevi di Sestriere, perso per l'incidente di La Parva. "E' colpa nostra, atleti ed ex con tanta esperienza: dobbiamo fermarci e chiedere aiuto".

Matteo Marsaglia ha vissuto una gran bella carriera, ha visto passare tantissimi atleti nei suoi anni in Coppa del Mondo, arrivando a salutare nel 2023, quando era già diventato consigliere federale, diventando vice presidente della commissione atleti e poi referente del progetto “FISI per il futuro”.

Il velocista di origini romane, ma cresciuto a San Sicario sulle nevi della Via Lattea, conosceva benissimo Matteo Franzoso che, come noto, a Sestriere ha costruito la sua carriera partendo da Genova: il dolore di Marsaglia traspare tutto dal messaggio affidato oggi ai social, a poco meno di 48 ore dalla notizia della scomparsa dell’ex compagno di nazionale. “Ciao Matteino, piano piano sto ritrovando le parole… e le prime che voglio dirti sono Grazie e Scusa.

Grazie per la fiducia e l’affetto che mi hai sempre dimostrato, è stato per me un onore, uno stimolo ed un piacere enorme accompagnarti verso il tuo sogno durante gli ultimi anni della mia carriera, abbiamo sudato e sofferto tanto insieme ma l’abbiamo fatto sempre con il sorriso. “Zero stress”.

Però devo chiederti anche Scusa, chiedo scusa a te e a tutti i più giovani. Perché dobbiamo finirla di scrivere belle parole e poi girarci dall’altra parte, la colpa è nostra, di noi atleti ed ex atleti esperti e di alto livello e quella vecchia mentalità che ci è rimasta in testa del “the show must go on”. No, non deve essere così. Dovevamo fermarci già parecchi anni fa. Adesso è ora di farlo e dobbiamo farlo tutti insieme dal primo all’ultimo in tutto il Mondo.

Ci fermiamo e chiediamo aiuto. Chiediamo aiuto alle nostre Federazioni e alla FIS, insieme ai nostri allenatori ci sediamo intorno ad un tavolo come dice il mio amico Adrien Theaux (QUI il messaggio arrivato oggi dal discesista transalpino) e diamo il nostro aiuto per trovare il modo di alzare il più possibile l’asticella della sicurezza, e dobbiamo farlo subito.

Il nostro sport come tutti si sta evolvendo velocemente, e questa evoluzione non si riuscirà mai a fermare, sono gli standard di sicurezza che devono andargli dietro. E solo in quel momento potremmo accettare ancora la parola fatalità. Perché quella parola ci sarà sempre nel nostro sport, ma dobbiamo essere sicuri che venga usata correttamente. Adesso sei tu a guidarmi Matteino insieme a Matilde”.

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