Martedì, nel gigante sulla "Erta" di San Vigilio di Marebbe che vinse nel 2017, la detentrice della Coppa del Mondo e iridata di specialità tornerà ad indossare un pettorale, 292 giorni dopo il devastante infortunio al ginocchio sinistro. "Sarà comunque un successo, non penso al risultato. Il livello delle rivali? Non ho visto niente di speciale guardando le gare da casa. La prima volta con gli sci da gigante è stata un disastro, poi ho iniziato a rivedere la luce. Il dolore? Non c'è una giornata in cui non lo provi". In serata l'estrazione dei pettorali a Brunico.
Torna ad aprire un cancelletto da quel 3 aprile 2025 in cui rischiò di non poter neppure più camminare, e lo fa sulla pista simbolo del gigante femminile, la “Erta” nel tempio di Plan de Corones, in un martedì mattina che sarà in ogni caso da ricordare per lei e lo sci italiano.
Federica Brignone torna in gara, ora c’è il timbro dell’ufficialità, domani (1^ manche alle ore 10.30) sulla pista dove trionfò nel 2017, prima edizione dell’evento organizzato a San Vigilio di Marebbe.
Nove anni più tardi, ci arriva in tutt’altra maniera sotto mille aspetti, ma ora si sente pronta per rientrare in Coppa del Mondo, facendo il suo debutto stagionale tra incognite e zero aspettative sul piano del risultato, guardando poi se ci sarà la possibilità di giocarsi le medaglie a Milano Cortina.
La detentrice della sfera di cristallo e regina del gigante rientra e per il popolo del circo bianco è già una notizia fantastica, dopo averla vista tirare gran curve proprio sulla “Erta”, la scorsa settimana, in uno dei test decisivi per prendere questa decisione. Poi gli ultimi allenamenti del week-end a Dobbiaco, sul duro delle nevi pusteresi, e il via libera definitivo. L’ha deciso lei, senza pensare a difendere la WCSL in ottica stagione 2026/27, perché il pettorale è l’ultimo dei problemi dopo aver superato in un tempo decisamente più ridotto rispetto alle previsioni, la devastante frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale della gamba sinistra, distrutta in quella caduta nella 2^ manche del gigante tricolore all’Alpe Lusia, coinvolgendo anche la testa del perone e il crociato.
Alle 17.30 odierna, nella piazza del Municipio a Brunico, l’abbraccio del popolo dello sci in occasione dell’estrazione pubblica dei pettorali, con Fede inserita nel secondo sotto gruppo dall’8 al 15. “Per me è veramente fantastico essere in gara domani, su una pista che mi è sempre piaciuta, non c'è davvero posto migliore per tornare. Sarà comunque un successo e non penso davvero al risultato, non ho paura di non ottenerlo – ha cominciato la conferenza stampa con i media, alla quale ha partecipato anche NEVEITALIA, alla vigilia del gigante del rientro – Sono qui per testare mente, corpo e gamba; ho fatto solo dieci giorni di pali, ma sto bene e qui ho svolto un giorno di allenamento, preparandomi poi di nuovo con le compagne in qualche seduta di super-g e discesa.
Come detto, nella velocità provo meno dolore alla gamba, ma ho fatto pochi allenamenti, il gigante è quello che mi viene subito meglio ma provo dolore; ogni giorno è stato qualcosa di nuovo, un test per vedere di fare sempre qualcosa di diverso e anche la gara di domani sarà un altro test, per vedere sulle due manche come può funzionare. Mi rimetto in gioco con tutto quello che c’è attorno ad un appuntamento di CdM, ma avevo troppa voglia di farlo”.
Sui programmi anche a breve termine, nessuna decisione: “Dipenderà tutto da come andrà domani, ma non parlo del risultato, quanto della sopportazione del dolore e la capacità di sostenere una gara. Di sicuro c’è solo che poi tornerò a Cortina per fare ancora velocità con le compagne, ma sinora non ho mai fatto salti e sciato sempre sul facile a La VolatA (la pista di San Pellegrino, ndr) per cinque giornate. Ieri a Dobbiaco abbiamo fatto un altro lavoro sul duro e abbiamo deciso “ok, proviamoci”.
Non fosse andata bene, avrei cambiato programma come in tutti questi 9 mesi, dove si è pensato al massimo a livello settimanale, mai più in là. Non possiamo fare altrimenti”.
Federica ha mai avuto dubbi di poter rientrare o meno a questi livelli? “Ho sempre pensato di potercela fare, altrimenti non sarei qui oggi – la risposta della fuoriclasse di La Salle – Con gli sci da turismo a dicembre scivolavo solo per le piste (a Cervinia e poi Courmayeur, ndr), poi con i miei da gigante all’inizio è stato un disastro, uno dei momenti più cupi assieme alla seconda operazione di fine luglio.
Dopo un altro paio di settimane ho messo i piedi in qualche ciuffettino e ho iniziato a rivedere la luce, ma non ho ancora fatto una giornata senza dolore, anche nella mia vita quotidiana in tutto questo periodo. La zona riguarda tutto dalla tibia in giù, poi a seconda delle giornate può variare, in alcune occasioni non ho potuto sciare per i problemi che ho ancora alla gamba”.
Sull’attuale sviluppo del gigante, vedendo le gare da fuori dopo tanto tempo, la campionessa del mondo di specialità (nonché detentrice anche della coppa, dopo aver dominato in maniera totale la scorsa annata) è diretta. “Di sicuro è la disciplina fisicamente più intensa, non c’è paragone con la velocità e ci sono ragazze che sciano forte e ogni anno è diverso e io non ci sono stata, ma ho fatto più fatica con altre avversarie in passato. Non ho visto niente di speciale osservando da casa”.
Capitolo WCSL: “Ho fatto una scelta non conservativa, preferisco vivere e sbagliare piuttosto che non provarci, ne abbiamo parlato con mio fratello e gli allenatori, ma alla fine della fiera ha prevalso il mio atteggiamento e la voglia di tornare. Venire qui e fare da apripista non mi avrebbe evitato tutto il contorno, ripeto di non avere l’obiettivo del risultato ma della performance e della voglia di vedere come reagirà il mio fisico. Altre gare prima delle Olimpiadi? Se me la sentirò le farò, altrimenti no e idem per il post Giochi, ma se sto bene io voglio gareggiare. Sono qui per questo”.
Emozioni al cancelletto, diverse dal solito? “Sicuramente una tensione che cambia rispetto alle abitudini, ma io non penso di dover dimostrare niente quindi sono abbastanza tranquilla. Sarò emozionata, questo di sicuro”.
E ancora, sulla serie di infortuni, Federica mantiene la linea di quanto detto in tutte le interviste sul tema: “Mancano la numero 1 e la numero 2 (riferendosi a lei e Lara Gut-Behrami, ndr), oltre che Petra da tempo. Io penso che nello sci ci sia sempre fatti male, oggi c’è un risvolto mediatico superiore, ma se uno pensa di fare questo sport senza infortuni allora ha sbagliato tutto. E’ uno sport pericoloso e lo rende speciale, rende gli atleti degli eroi”.
Timori di cadere o di avere ancora problemi? “Non ho paura di cadere, so esattamente cosa faccio e mi sento sicura, sempre in controllo nella mia sciata. So che l’incidente di fine scorsa stagione è stata anche sfortuna, non dipendeva solo da me. Piuttosto, posso avere il dubbio che qualcosa non funzioni nella mia gamba, visto che ho ancora tutta la ferraglia, io non scio con tutori e utilizzo solo l’aiuto di un tape, ma la regola dopo l’infortunio, l’ho detto subito, era di sciare con le mie gambe. Se domani vedo che non me la sento non c’è problema, è già oro essere qui. Posso sempre fermarmi”.
Infine: “Mi fossi fatta male 10 anni fa, non avrei avuto la forza mentale per tornare qui oggi, ma se mi chiedete della stagione 2026/27, dico che mi sembra davvero prematuro, io penso alla gara di domani e poi parleremo del prossimo obiettivo, che saranno gli allenamenti di velocità a Cortina. Mi ha aiutata andare avanti per step, raggiungendo piccoli obiettivi quotidiani, se avessi guardato la cosa in grande sarebbe stato un disastro”.
Slalom Gigante Femminile Kronplatz (ITA)
coppa del mondo femminile
Lunedì 19 Gennaio, 12:00coppa del mondo femminile
Lunedì 19 Gennaio, 11:10coppa del mondo femminile
Domenica 18 Gennaio, 16:55coppa del mondo femminile
Domenica 18 Gennaio, 13:30coppa del mondo femminile
Mercoledì 14 Gennaiocoppa del mondo femminile
Mercoledì 14 GennaioBOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| La Thuile | 38/38 | 50-150 cm |
| Ponte di legno | 29/30 | 30-150 cm |
| Pila Aosta | 14/15 | 20-30 cm |
| Gressoney-La-Trinitè | 10/11 | 30-30 cm |
| Carezza al lago | 13/13 | 30-45 cm |
| Folgarida | 23/23 | 10-40 cm |
| Ghiacciaio Presena | 29/30 | 30-150 cm |
| Passo del Tonale | 29/30 | 30-150 cm |
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Secondo e ultimo test cronometrato sul Lauberhorn, prima del super-g e della discesa del sabato, con un piccolo allarme per Domme che si accascia dopo la linea del traguardo. Dalla FISI fanno sapere che con la fisioterapia non ci saranno problemi, mentre Giovanni Franzoni è ancora strepitoso nel tratto più tecnico e, come due giorni fa, rifila oltre 1 a tutti. Missione risparmio per Odermatt (in alto), Kriechmayr (nel finale) e di nuovo per tutta la prova di von Allmen, idem per Casse e Schieder (oltre i 4) dopo un paio di brividi tra Minschkante e Hundschopf.




Julia Scheib
Camille Rast
Alice Robinson







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