Kilde verso il primo test sugli sci a giugno, ma "il polpaccio non ha sensibilità, la stagione è a rischio"

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Kilde verso il primo test sugli sci a giugno, ma "il polpaccio non ha sensibilità, la stagione è a rischio"

Alla presentazione della nazionale norvegese, andata in scena oggi a Oslo, tutti gli occhi erano sul fuoriclasse vincitore della CdM 2019/2020. "Ora so di poter tornare un atleta, ma non ho alcuna certezza verso il prossimo inverno. Parlo molto con Svindal che ha avuto un infortunio simile, mi dà fiducia di potercela fare".

Sono passati oltre quattro mesi e mezzo dalla terribile caduta che ha rischiato di interrompere definitivamente la carriera di Aleksander Aamodt Kilde, tornato a fare attività col gruppo di CdM un paio di settimane fa, in occasione della settimana di raduno atletico nel Garda Trentino.

Oggi in quel di Oslo c'è stato il lancio ufficiale della nazionale norge verso l'annata 2024/25 e il due volte vice campione del mondo di super-g e discesa, re di coppa nella disciplina regina per due volte e conquistatore della sfera di cristallo assoluta, ha chiarito a quale punto del suo recupero è arrivato sinora. AAK ha ammesso che non vi è alcuna garanzia di poterlo rivedere al cancelletto nel corso della prossima stagione, spiegando ai colleghi di “VG” che “sinora è stato un giro sulle montagne russe per arrivare a questo punto, sono tornato ad avere una vita normale ma non basta per competere e vincere le gare.

Adesso sono ad un livello in cui posso pensare di tornare un atleta, ma se mi chiedete sulla presenza alla prima discesa di Coppa del Mondo (il 6 dicembre a Beaver Creek, ndr), vi dico che vorrei fosse realistico, ma allo stato attuale delle cose non penso proprio lo sia. In generale non voglio essere pessimista, anzi, ma è chiaro che per ora la stagione è a rischio”.

Mostrando la sua gamba destra ai giornalisti, Kilde ha spiegato che, a causa dei nervi recisi, “il polpaccio non ha ancora sensibilità e non so se la ritroverà”. Anche la spalla sinistra dà ancora problemi al campionissimo scandinavo, che praticamente non può sollevare l'arto sopra la sua testa, con tendini e muscoli danneggiati in maniera importantissima da quell'impatto sulle reti della “Ziel-S” della discesa del Lauberhorn, in quel maledetto 13 gennaio a Wengen.

Una buona notizia c'è e riguarda la decisione di fare un primo test sugli sci a breve, già nel mese di giugno, nell'impianto al coperto di Lorenskog, nei pressi di Oslo. “Non ho ancora calzato gli scarponi e so per certo che il mio infortunio è particolare perchè ci sono dei nervi coinvolti, anche se in parte ricorda quanto accaduto ad Aksel (Svindal, ndr) a Beaver Creek nel 2007. Parlo molto con lui che sa bene cosa significa tornare dopo un problema così serio”.

Claus Ryste, direttore sportivo alla guida dello sci alpino norvegese da anni, ha aggiunto: “Non sappiamo se basterà per vedere Aleks competere nella prossima stagione, ma faremo tutto il possibile per lui e sono altresì convinto che sia andata decisamente bene, anche in questa prima fase del recupero, vista la gravità dell'infortunio”.

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